(Source: comicsodissey, via scarligamerluss)
È un’iconografia introdotta dagli Etruschi, a simboleggiare il colore della morte e della putrefazione.
(Source: urlhopper, via brutteabitudini)
Chi dice che l’arte non deve propagandare dottrine si riferisce di solito a dottrine contrarie alle sue.
Jorge Luis Borges (Altre inquisizioni, 1952)
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Nell’immaginario moderno la sirena è metà donna e metà pesce, ma si tratta di un allargamento della figura della fata Melusina. La configurazione classica della sirena era infatti corpo di una donna con zampe di uccello rapace. Le sirene di Ulisse non erano quindi creature acquatiche, ma pericolosi volatili annidati tra le rocce di Scilla e Cariddi.
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Nel corso del tempo la rappresentazione di Bacco cambia a seconda del periodo storico. I greci sono convinti del fatto che l’ebbrezza sia fondamentale per la creatività, quindi lo raffigurano come giovane e muscoloso. Il codice etico del Medioevo la colloca invece alla radice dello sviluppo della maggior parte dei vizi capitali. L’immagine di Bacco viene allora confusa con quella di Sileno, un vecchio satiro obeso, di solito seduto ubriaco sull’asino e seguito da baccanti in festa.
Milano, Palazzo della Ragione. Un grande salone dedicato alla lungimirante quanto scomoda riflessione nata dal contro-vertice di Genova nel luglio 2001, movimento che tutti sappiamo essere stato brutalmente represso in episodi che caratterizzano le peggiori pagine della nostra democrazia. A partire dalle analisi proposte in quell’occasione, la mostra propone oltre 250 opere e guida lo spettatore in un viaggio attraverso gli ultimi dieci anni di storia.
Il colonnato centrale ha la funzione di “spina dorsale” dell’esposizione, poichè ospita una cronologia molto dettagliata di tutto il decennio: undici pannelli illustrano i fatti da non dimenticare, insieme a diverse prime pagine e un centinaio di vignette di Vauro, Altan ed Ellekappa. Le pareti sono invece riservate quasi esclusivamente …
Continua …
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Santa Cecilia, Stefano Maderno (1600).
Si tratta di una scultura di marmo bianco che ritrae la giovane martire in uno stato di totale abbandono. Molto importante è la stranezza della sua postura: costringe lo spettatore a collocarsi esattamente di fronte al collo tagliato (sacrificio) e le mani sono posizionate in un modo ben preciso: la destra sembra dire “Un solo Dio”, mentre la sinistra aggiunge “In tre persone”.
In realtà Maderno è stato in grado di trasformare in opera scultorea un mucchio informe di panni (che è quello che realmente è stato trovato nella cripta). Probabilmente è proprio dalla visione di quegli stracci che deriva la forma panneggiata della scultura.
In occasione del ventennio dalle grandi stragi di mafia 92/93 MostraMi sta creando un evento in cui giovani artisti danno voce al concetto di legalità.
In questa prima fase tutti gli under 30 d’Italia hanno la possibilità di aiutarli compilando questo brevissimo questionario e dando loro la nostra opinione sull’argomento! …
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Mural, Jackson Pollock (1943, 247x605cm).
Pare che questa tela sia stata creata da Pollock in un impeto di creatività durato un giorno e una notte. Nonostante il brevissimo tempo di realizzazione, però, Mural costituisce un punto di svolta nell’arte del XX secolo: lo sguardo scivola da un elemento all’altro e non trova nessun punto di riferimento, l’osservatore viene travolto dal ritmo dettato dai tratti colorati. Proprio per questa sua assenza di riferimenti l’opera va osservata da vicino, altro elemento innovativo rispetto alle grandi opere monumentali precedenti, come ad esempio Le ninfee di Monet.
(Source: magamago)
Boris Hoppek: “Sushi Ana” (Diesel Gallery, Tokyo, Japan, 2010)
* Boris Hoppek (1970) is a German contemporary artist based in Barcelona. His artistic roots lie in graffiti, but today his work spans painting, photography, video, sculpture and installation art. In his exhibition “Ever”, Hoppek takes aim at Western clichés concerning Japanese culture.
(via junad)

In questi giorni presso Palazzo Reale è possibile fare un interessantissimo viaggio nel tempo. Mi riferisco alla retrospettiva dedicata a Pablo Picasso, a Milano fino al 6 gennaio 2013.
Già nel 1953 e nel 2001 la città aveva ospitato l’opera del grande artista spagnolo, il successo fu tale che la sezione iniziale dell’attuale mostra è riservata proprio all’omaggio della prima esposizione. Documenti epistolari e fotografici ripercorrono infatti l’arrivo di Guernica dal MoMa di New York e la sua esposizione nella grande Sala delle Cariatidi.
Dopo questa breve parentesi introduttiva si entra subito nel vivo della mostra.
- September 4
- , 2012
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La mistica popolare dell’azione ed il patriota rivoluzionario
Nei murales dell’Irlanda del Nord l’eroismo comunitario viene rappresentato attraverso la raffigurazione del gesto eroico, tale azione è compiuta da figure ignote che personificano la collettività. Un esempio di questo tipo di espressione è il noto murales The petrol bomber (a destra), che raffigura un ragazzo con indosso una maschera antigas e una molotov in mano; il disegno originale deriva da uno scatto del fotografo Clive Limpkin (Kelly, 2011). È una scena di guerriglia urbana e il primo piano ravvicinato vuole far emergere le connotazioni psicologiche e creare una forte intimità con l’osservatore; il sapiente uso dei colori e dei piani incrociati permette alla scena di guerra alle spalle del ragazzo di acquistare una grande profondità sia grafica sia emotiva: il giovane sembra tanto superiore ed imponente per via dell’asse ottico inclinato verso l’alto e del nero usato per il giubbotto e per la maschera antigas.
Una situazione simile è ricreata con The Rioter (a sinistra), in cui un ragazzo lanciatore di pietre visto di spalle si protegge con una grata e fronteggia i blindati britannici che stanno invadendo le aree cattoliche. In nessuno dei due casi descritti è possibile identificare una persona fisica nota, rappresentano quindi tutto il popolo e tutti i cattolici nordirlandesi; anche la giovane età dei combattenti rappresentati evoca la lotta del nuovo contro il vecchio.
“La città stessa e i suoi murales aiutano la comunità a ricordare e a fare del ricordo un monito all’azione che diviene comunitaria perché tutti possono divenire protagonisti sacrificando la propria individualità per l’Irlanda.” (Guerra, 2011, p. 47).
Spoleto Arte, l’artista russo Mikhail Misha Dolgopolov espone ”a sorpresa” un’imponente opera in bronzo dal titolo “Atto divino”, che mima esplicitamente un atto di “sesso orale”. Il volto dell’uomo - sempre per quella storia dell’autorevolezza - non può che essere quello del Cav. Il curatore della mostra, Vittorio Sgarbi, se ne accorge e censura tutto: “Non posso tollerare che si facciano simili affronti senza esserne informato”.
(via Non leggere questo Blog!: Silvio, Sgarbi, il russo e la fellatio censurata.)




